Rivista di etica e scienze sociali / Journal of Ethics & Social Sciences

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15 P Pagina Classicaer potere precisare le condizioni attuali dei rapporti fra chiesa e stato, occorre valutare i principali elementi dell'influsso e dell'antagonismo reciproco dal punto di vista della sociologia storica. Lo stato laico fin d-al suo inizio (che abbiamo fissato, come punto di riferimento, con le rivoluzioni delia fine del secolo XVIII) ha recato non pochi cambiamenti nel carattere e nel valore di tali rapporti ed ha creato nuove ragioni di antagonismo. L'esperienza attuale ci porta a mettere in maggiore rilievo il fatto che lo stato laico, per conquistare la sua completa autonomia da ogni altro elemento che potesse in qualsiasi modo dualizzare il potere, si è andato orientando sempre più verso una specie di « confessionalismo» proprio, al quale la chiesa serve secondo i casi di contrapposto o di presupposto, di termine di lotta ovvero di elemento costruttivo. È perciò che gli stadi per i quali è passato lo stato laico, osservati LUIGI STURZOnell'insieme, ci sembrano. oggi di una perfetta logicità storica, di una connessione razionale rigorosa, mentre, guardati parzialmente, periodo per periodo, ovvero negli stati d'animo di coloro che l 'hanno attuato, o nelle teorie che l'hanno preconizzato e sostenuto, ci appaiono incoerenti, qua e là contraddittori e di una realtà discontinua.
Il significato storico della conquista delia libertà di coscienza, di culto, riunione, parola e stampa, fu superato quando lo stato laico poté vincere i residui dell'assolutismo e confessionalismo dell'ancien régime; apparsi con la restaurazione. Poco dopo i termini cominciarono a rovesciarsi: in tutte le varie e confuse esperienze del nuovo stato veniva a introdursi una specie di «confessionalismo laico», in quanto lo stato, per difendersi dagli antichi e nuovi antagonisti, negava loro le libertà sulle quali esso era costruito. n siamo la parola di « confessionalismo laico», invece di quella più in uso di « conformismo statale»,. per notare la tendenza dello stato laico ad ottenere dai cittadini più che una adesione formale ed esterna (che potrebbe bastare per un certo conformismo), un'adesione convinta e totale, che meglio è espressa dalla parola « confessionalismo »: invece di confessare la fede in Dio e in una chiesa, si dovrebbe confessare una specie di fede nello stato laico. Man mano che questo andò coprendo il dominio dell'attività individuale, con il controllo e con il monopolio nel campo culturale ed educativo e in seguito anche in quello economico e politico, le libertà venivano o falsificate o soppresse. Il rovesciamento della situazione si è andato compiendo con gli stati detti totalitari.
La chiesa, che tra la fine del XVIII e l'inizio del secolo XIX, combatteva l'introduzione delle libertà politiche, nel successivo periodo di larvata o aperta separazione e di lotte, fu costretta dagli avvenimenti a domandare per essa quelle libertà al posto dei vecchi privilegi soppressi, per potere esplicare la sua attività religiosa. Ma le libertà sono coerenti o non sono; se si negano alla chiesa come avversaria dello stato laico, presto si negheranno a tutti coloro che sono considerati avversari dello stato (quale che sia la sua caratteristica prevalente) fino a lasciarne il monopolio al governo e alla sua fazione. Se d'altra parte la chiesa le domanda pdfper sé, ammette o suppone che le libertà siano un dominio generale per tutti gli altri. La tendenza di negare le libertà agli antagonisti del potere, principalmente alla chiesa, ritenuta tale per la sua posizione storica, derivava proprio dal concepire lo stato con un contenuto etico, autonomo e totale. Ciò era insito nello stato laico dal secolo XIX, ma non se ne aveva coscienza.

 

Luigi Sturzo ( 1871-1959) : Chiesa e stato. Studio sociologico - storico. Cap XV: La situazione attuale nei rapporti tra chiesa e stato. § 61.

Zanichelli, Bologna 1959, vol II, pp. 215-216.
Pubblicato in francese nel 1937 ed in inglese nel 1939. Il testo originale era in italiano

 

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