Rivista di etica e scienze sociali / Journal of Ethics & Social Sciences

 

Yes or no to globalization? The opinion of an ethically motivated economist

Ferruccio Marzano

La globalizzazione è un fenomeno sia nuovo che vecchio. Mentre l’autore mantiene una posizione Keynesiana sulla politica economica, il che è "aperto" nel senso che riconosce il bisogno di valori esterni alla disciplina per completarla, in genere, il pensiero economico è stato molto influenzato dagli assiomi di Smith. Benché tali premesse siano facilmente dimostrabili come false, continuano oggi ad esercitare un influsso attraverso l’ascendente della teoria economica neoclassica. La storia della globalizzazione è schizzata abbastanza dettagliatamente, cominciando dagli antichi imperi e dalla globalizzazione di mercati, e continuando più recentemente alla globalizzazione dell’informazione e delle notizie. Sono analizzate anche due nuove forme importanti : la globalizzazione di produzione e della finanza. In tutti e due casi, un analisi della forma che queste due globalizzazioni stanno prendendo dal punto di vista di un economista motivato eticamente conduce alla conclusione che i loro effetti cattivi hanno maggior peso di quelli positivi. L’implicazione qui è che le forme di globalizzazione veramente buone devono essere distinte da quelle parassite e solamente le prime vanno promosse, seguendo la linea suggerita dall’idea della "globalizzazione della solidarietà".

Globalization is both a new and an old phenomenon. While the author holds to Keynesian economic thinking, which is "open" in the sense that it recognises the need for values outside the discipline of economics to complete it, in general, economic thinking on globalization has been deeply influenced by the assumptions of Smith. Though these presuppositions are easily shown to be false, they continue to exert influence today through the ascendancy of neoliberalist economic theory. The history of globalization is outlined in some detail, beginning with the ancient empires and the globalization of markets, and followed more recently by the globalization of information and news. Two important new forms are also analysed: globalization of production and of finance. In both cases, an analysis of the form which these globalizations are taking from the point of view of an ethically-motivated economist leads to the conclusion that their negative effects outweigh the positive. The implication here is that genuinely good forms of globalization need to be distinguished from their parasitic counterparts and only the former promoted along the lines suggested by the "globalization of solidarity".

 

 

La tecnologia incentrata sull'uomo (TISU). Parte I: Lo sfondo e la teoria

Helen Alford

L’articolo ha due scopi principali: schizzare un quadro generale attraverso il quale l’idea della tecnologia incentrata sull’uomo (TISU) può essere capita, e presentare alcuni degli strumenti e metodi sviluppati per implementare l’approccio TISU nella progettazione di sistemi di produzione. Si trova spesso negli studi della tecnica l’idea che la tecnologia ha sempre "due volti", uno che fa crescere lo sviluppo umano e la dignità umana, e l’altro che marginalizza l’essere umano, mettendo la macchina e il potere del suo proprietario al centro del sistema. All’inizio della rivoluzione industriale, queste due tendenze erano presenti, ma la seconda, tecnocentrica, dominava l’altra, grazie alle circostanze economiche e politiche particolari di quel periodo. Nell’ambiente economico odierno, però, un approccio tecnologico che valorizza la destrezza umana è più efficace. Quindi sia considerazioni morali che economiche richiedono un ri-orientamento del percorso tecnologico. Sono qui presentati alcuni dei risultati di un progetto europeo per sviluppare strumenti per aiutare ingegneri a progettare in un modo incentrato sull’uomo.

The article has two aims: to outline the general background against which human-centred technology (HCT) can be understood, and to present some of the methods and techniques devised to aid the implementation of a HC system. The idea that technology has always had "two faces" recurs in many accounts of technology, one "face" which enhances human development and dignity, and another that marginalises the human being, placing the machine and the power it gives its owner at the centre. At the beginning of the Industrial Revolution, these two tendencies were present, but the second, technocentric one dominated the first, due to the particular economic and political circumstances of the time. In today’s economic environment, however, a technological approach that values human skill is more appropriate. Thus, both moral and economic considerations require a redirection of technology. Some of the results of a European project to develop tools to help engineers design in this more "human-centred" way are presented.

 

 

In Politics as a Christian: An Outline of the Life and Thought of Giuseppe Lazzati

Piotr Kulczycki

Vengono presentate le tappe più importanti della vita di Giuseppe Lazzati. Egli sviluppò molto presto una teologia del laicato molto d'avanguardia, il che lo portò ad avere non poche difficoltà. Divenuto professore di letteratura cristiana antica all'Università Cattolica di Milano, durante la guerra partecipo' agli incontri dei 'professorini' che dopo la guerra avrebbero giocato un ruolo importante nella Democrazia Cristiana. Fu internato in un campo per prigionieri di guerra in Germania, dove dava corsi culturali e organizzava in segreto attività religiose. Dopo la guerra, in collaborazione con Giuseppe Dossetti, lavorò alla preparazione della Costituzione italiana e più tardi diventò Rettore dell'Università Cattolica di Milano. Verso la fine della sua vita si dedicò completamente alla formazione politica dei cristiani. L'articolo presenta anche alcune delle idee fondamentali di Lazzati, che avrebbero avuto un'influenza considerevole sul Concilio Vaticano II.

The main phases in the life of Giuseppe Lazzati are presented. Early on, he developed an avant-garde theology of the lay state which led him into many difficulties. He became a professor of Ancient Christian Literature at the Catholic University in Milan, and during the war, participated in the meetings of the professorini (the young professors), who after the war played a very important role in the Christian Democratic party (Democrazia Cristiana). He spent a period in a German prison camp, where he gave lectures and secretly organised religious activities. After the war, in collaboration with Giuseppe Dossetti, he worked on the Italian Constitution, and later became Rector of the Catholic University in Milan. Towards the end of his life, he devoted himself completely to Christian political formation. The article also presents some of Lazzati’s key ideas, which were to have considerable influence at Vatican II.

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