Rivista di etica e scienze sociali / Journal of Ethics & Social Sciences

 

 

Con il nome di “distretto del turismo della provincia di Rimini”, viene identificato l’insieme dell’offerta ai visitatori, da parte delle strutture ricettive e di divertimento collocate nel territorio di Rimini e provincia (da Bellaria-Igea Marina sino a Cattolica). Alloggio, ristorazione, divertimento sono le tre categorie con cui s’esprime l’offerta. La sua strutturazione passa attraverso: alberghi, camping, altri spazi d’ospitalità e pernottamento, ristorazione, esercizi pdfcommerciali, discoteche, parchi tematici, cinema teatri e altri spazi per spettacolo, servizi di spiaggia evoluti, attività sportive e ginniche. Si tratta di oltre 5 mila unità produttive di servizi, che manifestano una modalità concettuale e organizzativa “continuata” e “a rete”, dando al turista e al visitatore un’offerta tagliata dal “distretto” sulle esigenze della domanda. Il territorio è stato identificato come “la più importante area di vacanza, spiaggia e sole per eccellenza, la più importante d’Europa per numero di strutture ricettive e balneari, per la molteplicità d’intrattenimenti, manifestazioni e opportunità” 1.

Nell’ambito degli studi economici, il termine “distretto” è in genere utilizzato con riferimento alle filiere di produzione industriale. Guardando alla realtà socio-economica del riminese e alla sua ampia qualificazione turistica, appare legittimo trasferire il termine al comparto dei servizi, anche tenendo conto dell’innovazione in materia, operata dal legislatore con la legge 140/99. La definizione di “sistema produttivo locale”, ivi contenuta, ha reso più ampio il concetto di distretto industriale previsto nella legge 317/91, conferendo alle imprese del terziario protagonismo nelle misure integrate di sviluppo territoriale.

Non casualmente, il distretto turistico del riminese è stato proposto dall’Italia, come “modello” di studio, all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, Ocse, nel corso del Convegno “Migliorare la competitività delle pmi nell’economia globale: strategie e politiche”, tenutosi a Bologna nel giugno 1999. I delegati hanno potuto apprezzare la caratteristica di “area europea dell’ospitalità e dei servizi pregiati alla persona e alle imprese”. Il costituirsi come “distretto turistico integrato”, attribuisce alla proposta la capacità di dare “prevalenza strategica al fattore economico turismo nel lungo periodo” 2. Il distretto turistico assume, con questa definizione di “integrazione”, il ruolo di motore dello sviluppo, fattore centrale della riorganizzazione del territorio interessato alle attività collegate al turismo.

Leggere i dati economici, sociali e amministrativi (da qui parte lo studio che qui si presenta) sul “caso” Rimini, è utile sotto molti profili:

·         per gli aspetti di impatto sociale e di costume che documenta,

·         per i suggerimenti che ne derivano in fatto di politiche dell’impiego e di sostegno alla piccola impresa,

·         per le questioni di dialogo interculturale e di assimilazione che propone,

·         per la visione che offre sulle politiche di sviluppo locale messe in campo dalle autorità comunali, provinciali, regionali,

·         per come documenta, in particolare per quanto concerne la gestione della finanza pubblica, la collaborazione tra istituzioni europee, nazionali, regionali, locali.

 

Struttura dell’offerta

L’analisi della struttura dell’offerta turistica del riminese può partire da una bipartizione del territorio. Da un lato la fascia costiera, la striscia d’Adriatico che va da Rimini a Riccione. Dall’altro l’hinterland. Se la costa apporta la ragione quasi esclusiva degli arrivi, il territorio di “retroguardia” fornisce infrastrutture e spazi per la logistica, ad iniziare dalle vie d’accesso e d’uscita, le forniture dei generi di sopravvivenza e confort, gli spazi e le attività alternative alla vacanza marittima.

Il servizio turistico (bar, impianti sportivi, pizzerie, pub, ristoranti, sale da ballo, servizi di spiaggia, aree per giochi) rappresenta, in detto territorio, il 42% del totale delle imprese attive in provincia. A livello nazionale, lo stesso dato si attesta al 28,8%. In quanto a valore aggiunto, mentre l’industria manifatturiera fornisce il 22,3% del totale (+ il 5,5% delle costruzioni) della provincia di Rimini, commercio alberghi e pubblici esercizi sono al 27,6% e l’intero comparto servizi si colloca a quota 70,5% 3.

I dati sull’occupazione, fanno capire la rilevanza del distretto turistico rispetto al benessere economico del riminese. Agli inizi degli anni ’60 il turismo nella zona occupava non più di 5 mila persone. Oggi 4, dal turismo ricevono lavoro diretto sino a 40 mila persone in alta stagione, e circa 15 mila in bassa stagione. Per ogni due dipendenti, lavora un autonomo; per ogni uomo due donne. La forte consistenza d’auto-occupazione e lavoro femminile sottolinea la rilevanza sociale del fenomeno.

Guardando al territorio, va richiamato che, su una superficie di 534 kmq. equamente suddivisa tra pianura e collina e organizzata in venti Comuni, risiedono poco più di 270 mila persone. In questa dimensione di comunità medie e piccole, le attività economiche legate al turismo assumono una grande varietà espressiva.

La spiaggia appare tradizionalmente la risorsa più consistente. Si estende ininterrottamente per 40 km. da Bellaria a Cattolica, ampia sino a 200 m. I circa 700 stabilimenti balneari (attrezzati con bagnino, lettini, ombrelloni, attività di ricreazione) sono in affidamento dal Demanio marittimo, col vincolo dell’apertura dal 30 maggio al 13 settembre. La balneazione gode di mezzo chilometro di disponibilità dalla riva. Spiagge libere, con garanzia di servizi minimi (docce, bagno, salvataggio), sono anche a disposizione.

I parchi figurano come la seconda risorsa del distretto. Si tratta di parchi acquatici, parchi a tema (Fiabilandia, Parco di Pan, Palestina in miniatura, etc.), i delfinari di Cattolica Riccione e Rimini. Le attrazioni costituiscono il terzo filone di richiamo per il turismo: autodromo di S. Monica con la pista di 4 km e capacità fino a 70 mila persone, Bowling, piste per i kart e le minimoto, Luna Park, Laserdromo, acquascivoli, sono alcuni dei tanti esempi richiamabili.

Storia e cultura sono una buon’attrazione per il turista e il visitatore, particolarmente attraverso la valorizzazione dell’entroterra e l’organizzazione di eventi e manifestazioni culturali. Si va dai monumenti romani alle testimonianze sulla signoria dei Malatesta, dai borghi medioevali alle antiche chiese, alle tradizioni artigianali e ai prodotti enogastronomici. Senza sottovalutare l’offerta provinciale museale che elenca ben venti strutture.

Per le risorse naturalistiche valga la citazione della Riserva naturale Orientata di Inferno, estesa 123 ettari, la cui principale attrazione è data dalle grotte. Un riferimento all’Area protetta di Torriana e Montebello, estesa su 12 kmq, e ben organizzata sotto il profilo dei sentieri attrezzati.

Più in generale, vi è nel distretto un concetto trasversale che lega l’offerta turistica: il divertimento e il relax. La spiaggia, come i parchi tematici, il tradizionale divertimento notturno come le discoteche e altri ritrovi, si ritrovano in questa “proposta”. Bisogna aggiungere che l’offerta di divertimento si va strutturando in una nuova offerta di fascia medio alta, desiderosa di assorbire la domanda di attività di qualità, non presenti nella tradizionale offerta locale. Si è accennato al fatto che il comune di Cattolica sta investendo risorse nel progetto di circuito golfistico. Si aggiungeranno ai campi esistenti altri quattro campi golf da 18 buche. Ai campi saranno annessi alberghi e villette di fascia alta, che renderanno facilmente accessibile la struttura sportiva. Si noti che studi del settore rilevano che i circuiti golfistici detengono una clientela europea e internazionale particolarmente attenta, che dispone di una capacità di spesa tre volte superiore a quella del turista medio 5.

Complessivamente, le strutture ricettive (anno 2000) sono 2770, tra le quali 2600 circa sono classificate come alberghi. La sola Rimini congloba la metà delle strutture d’accoglienza; a Riccione spetta il 18%, mentre Bellaria-Igea Marina ha il 15% e Cattolica l’11.

Ai cinque comuni della costa (Rimini, Riccione, Cattolica, Bellaria-Igea Marina, Misano Adriatico) tocca il 99,5% degli arrivi e il 99,7% delle presenze. Per taluni aspetti qualitativi, può notarsi che Rimini va testimoniando variazioni positive degli arrivi più sostanziose degli altri comuni, specie nel segmento alberghiero. A parte Riccione e Misano Adriatico, tutti i comuni lasciano vedere positive variazioni nelle presenze, anche se in modo differenziato.

L’indice regionale di concentrazione alberghiera assegna al distretto turistico di Rimini il 52,3% degli alberghi regionali e il 49,2% dei posti letto; un dato che informa anche sulla più alta concentrazione di piccola impresa alberghiera nella provincia, rispetto alla media regionale. Le presenze turistiche nella provincia sono il 49,1% del totale regionale. Anche nel confronto con l’intero nord est, la provincia riveste un ruolo di tutto rilievo, visto che i suoi alberghi contano per il 17,6% del totale. Peraltro la metà dell’offerta turistica del riminese è situata nel capoluogo.

Nel complesso i circa 2600 esercizi alberghieri dichiarano una disponibilità di 83.338 camere e 124.700 letti, e si tratta di numeri probabilmente sottostimati. C’è da aggiungere che, un’indagine sulla loro qualità basata sull’attribuzione delle stelle alberghiere, mostra che più della metà dell’offerta (64%) si concentra in alberghi di fascia bassa (una e due stelle), che la fascia media è rappresentata da circa 1/3 dell’offerta, mentre solo il 3% degli esercizi merita la collocazione alta. Due soli alberghi, uno a Riccione e uno a Rimini, ottengono le cinque stelle, e superano appena le ottanta unità (ventisette a Rimini e ventisei a Riccione) gli alberghi a quattro stelle. Fortunatamente, le percentuali mutano quando si prende in considerazione il lotto di camere e letti. Gli esercizi di fascia bassa prendono rispettivamente 51 e 47% del totale. Stanno nel segmento medio il 43% delle camere e il 46% dei letti. I quattro e cinque stelle rappresentano il sei per cento delle camere e il sette dei letti. Nonostante la collocazione medio bassa delle strutture alberghiere (o forse proprio per questo?) gli alberghi rappresentano la scelta favorita dei turisti in cerca di ospitalità: il 96% dei casi per gli arrivi, il 94% dei casi per le presenze. Al segmento medio alto dell’offerta, dalle 3 alle 5 stelle, guarda in particolare la domanda estera, con circa il 72% delle presenze (57% negli alberghi a 3 stelle, 15% in quelli a 4 e 5 stelle): a scegliere le categorie alberghiere alte, sono in particolare turisti proveniente dall’ex Urss e dal Regno Unito.

Tra gli esercizi complementari, una parte rappresentativa è data dai campeggi: qui la clientela trascorre una media di vacanza pari a 7,2 giorni. Si tenga conto che i campeggi rappresentano (1999) il 74% degli arrivi e il 61% delle presenze sul totale degli esercizi complementari. Ancora poco apprezzati gli esercizi agrituristici. In particolare non risultano preferiti dagli stranieri.

Approfondendo il discorso sull’offerta alberghiera, si osserva che gli esercizi con meno di 20 camere manifestano una flessione negli arrivi e nelle presenze, in particolare nelle strutture ad offerta stagionale. Resistono, e talvolta crescono ulteriormente, gli esercizi a gestione annuale. E’ un dato che illustra la ricerca di qualità da parte della clientela. Quasi il 60% delle presenze si realizza nel segmento medio alto. C’è da aggiungere che il settore medio alto è quello dove le permanenze medie mostrano un certo contenimento temporale: contro la media di soggiorno che non supera i 6 giorni, negli esercizi a due stelle il valore medio di permanenza è superiore alla settimana. Accade quanto già documentato per i campeggi: il costo inferiore dell’offerta sollecita più lunghi periodi di soggiorno.

Una parola sulla stagionalità del fenomeno turistico nel riminese. Gli esercenti privati e le istituzioni stanno mettendo molto impegno per promuovere il distretto anche nel fuori stagione. Guardando al 2000, può rilevarsi che nel primo trimestre gli arrivi hanno proposto +21,8% e le presenze +28,6%. All’interno del fuori stagione, che resta un periodo sostanzialmente fiacco, si allungano i soggiorni rispetto alla quantità delle presenze.

Contribuiscono alla positiva novità le proposte che il distretto mette in campo, in particolare eventi, manifestazioni fieristiche, incontri congressuali. A conferma, si noti che, nel 1999, gli alberghi con annessi servizi congressuali hanno registrato variazioni positive più consistenti della totalità degli alberghi (arrivi +12,5%, presenze +9,8%), ciò che ha portato (1999) l’indice di utilizzazione netta  6 dell’intera offerta alberghiera a 79,3, e a presenze per letto pari a 112.

Tab. 1 Provincia di Rimini, spesa turistica  7

dei viaggiatori stranieri 1999-2000 (mld. lire) 

  1999 2000
Totale 1.367 1.158
di cui, motivazioni principali: 736 773
Viaggio occasionale/saltuario e per congressi 313 188
Acquisti, Shopping 215 131
Recarsi sul luogo di lavoro 45 21
Visita a parenti, famiglia 28 19

Fonte: Uic, elaborazione propria 

Le istituzioni, in particolare la Regione Emilia Romagna, sostengono la crescita del distretto, attraverso specifiche misure di legge. L’attività di informazione e assistenza ai turisti è prevista dalla legge regionale n. 7 del marzo 1998, “Organizzazione turistica regionale - Interventi per la promozione e la commercializzazione turistica”. Vi si prevede che i Comuni gestiscano direttamente, o integrati in sede di Province, servizi per turismo. Le Province varano Programmi turistici di promozione locale, in accordo con standard minimi di qualità fissati dalla Regione, la quale garantisce la copertura finanziaria necessaria. Gli Uffici di Informazione e accoglienza turistica (Iat), il Sistema informativo turistico regionale (Sirt), operante in ambiente Internet, sono i due pilastri dell’azione. Nel caso riminese, l’assessorato provinciale al turismo e il Comune di Rimini garantiscono due staff redazionali al servizio del Sirt. In quanto agli Iat, all’inizio del 2001, risultavano attivi nel riminese venti uffici, sette ad apertura annuale e gli altri ad apertura stagionale.

 

 Il turismo estero

Rimini e provincia, nel 2000 hanno espresso 2.661.665 arrivi, 15.823.936 presenze con una durata media di quasi 6 giorni a turista. Sul 1999, la domanda 2000 è cresciuta: 7% in più per gli arrivi, 6,4% per le presenze. Il turismo estero ha espresso 573.061 arrivi (+8,2% sul 1999) e 3.585.404 presenze (+6,3% sul 1999), attestandosi al 21,5% del totale degli arrivi e al 22,7% delle presenze. La Germania, come nel 1999 è stato il paese con il maggior numero di presenze.

Per quanto riguarda i livelli di spesa del turismo estero e le motivazioni all’esborso monetario, valgano i contenuti della tabella 1.

Nel biennio, la spesa di stranieri ospiti del distretto appare in regresso. Guardando ai motivi della spesa, si nota che, mentre sale quella legata a vacanza e turismo, retrocedono le altre voci. A conferma del bisogno di politiche e investimenti su strutture e infrastrutture di divertimento e relax, affari, congressi, studio.

Su base mensile, i dati Uic rilevano una sostanziale stabilità della spesa estera nel distretto nel periodo primavera-autunno, con una forte flessione nel pieno dell’inverno (dicembre-febbraio): contro il picco di luglio (295,4 mld nel 1999 e 218,5 nel 2000), e agosto (227 e 177,4) stanno ad esempio bassi livelli di spesa estera già in ottobre (56,6 mld nel 1999 e  35,8 nel 2000).

Può interessare dare una scorsa, benché superficiale, ai dati riguardanti i nazionali che dalla provincia di Rimini effettuano spese estere. Il dato viene mostrato a fini esclusivamente statistici, tuttavia il confronto tra ingressi e uscite finanziarie, può acquisire una certa significatività, quando si voglia ragionare sulla rilevanza che il turismo e i servizi in genere assumono per lo sviluppo locale. Guardando ai dati del triennio 1998-2000, si nota che il numero di viaggiatori riminesi che soggiornano all’estero 8, oscilla annualmente tra le 140 e le 160 mila unità: il picco è nel 1999, con 159 mila viaggiatori. Nello stesso anno si rileva la spesa maggiore: 187 miliardi di lire. La spesa pro capite media risulta di poco superiore al milione di lire, con il picco di circa 1.180.000 nel 1999; il valore più basso del triennio, 1.015.000 lire, appartiene all’anno 2000. I pernottamenti medi pro capite tendono a collocarsi tra gli otto e i nove giorni, con tendenza, nell’ultimo anno di rilevazione, a superare i nove giorni. Il valore assoluto dei pernottamenti non mostra tendenza univoca. In conclusione, può dirsi che mentre sale la durata del soggiorno medio all’estero dei riminesi, non cresce il numero assoluto dei riminesi che vanno all’estero, e tende a diminuire la spesa pro capite.

Dal confronto con i dati degli stranieri, si evince che la durata del soggiorno all’estero dei riminesi, è regolarmente superiore alla durata media dei soggiorni degli stranieri nel riminese. In quanto alla spesa pro capite, nel 1999 i riminesi all’estero hanno speso più di quanto abbiano speso gli stranieri ospiti nel riminese: lire 1.176.100 contro 1.067.940. Nel 2000 è avvenuto il contrario. Gli stranieri hanno speso, durante la permanenza nel riminese, lire 1.129.040 pro capite; i riminesi hanno speso all’estero lire 1.015.000. La tabella 2 riassume i dati essenziali riguardanti i soggiorni di riminesi all’estero nel triennio 1998-2000.

Interessante guardare a come singole voci incidono sulla spesa dei residenti riminesi. La metà circa del totale è relativa a spese per vacanze, la seconda spesa riguarda gli affari. Scarsa la rilevanza delle altre voci. Il periodo dell’anno che totalizza la cifra più alta di spesa all’estero dei residenti è quello invernale: si capisce che nella parte dell’anno più interessante sotto il profilo della spesa turistica, i residenti nella provincia di Rimini sono tendenzialmente meno propensi a viaggi (v. tabella 3).

 

Tab. 2 Provincia di Rimini, dati sul turismo

all’estero di residenti 1998-2000  

  1998 1999 2000
Totale   spesa (mld. lire) 143 187 139
Viaggiatori a destinazione (migliaia) 138 159 137
Pernottamenti (migliaia) 1153 1278 1246
Spesa pro capite (migliaia lire) 1036 1176 1015
Pernottamenti medi pro capite (n. giorni) 8,3 8 9

Fonte: Ufficio italiano cambi, Uic, elaborazione propria  

 

Tab. 3 Provincia di Rimini, dettaglio sulla spesa

all’estero di residenti 1998-2000 (miliardi lire) 

  1998 1999 2000
Vacanze 69 88 66
Affari 54 57 47
Spesa per mesi significativi      
Ottobre 25 36 24
Novembre 15 9 21
Gennaio 16 13 14
Giugno 3 8 11
Luglio 8 16 15
Agosto 7 29 7

Fonte: Ufficio italiano cambi, Uic, elaborazione propria 

Qualche riflessione

Si usa dire che i fatti dell’11 settembre 2001 abbiano cambiato il mondo, in particolare la natura della politica e dell’economia internazionali. L’affermazione è probabilmente ridondante, però quei fatti hanno sicuramente cambiato il modo della gente di fare turismo e viaggi. E’ presto per capire l’impatto dell’11 settembre sulla struttura del fenomeno turistico, ma è chiaro che è mutato negli

scorsi mesi l’atteggiamento psicologico verso il viaggio e lo svago in genere. C’è una sorta di pensosità, di ricerca di consapevolezza, che, unite al timore dei “rischi” del viaggio, conferiscono maggiore autenticità e consapevolezza all’azione del viaggio, dell’incontro con una realtà diversa da quella della vita d’ogni giorno.

Il turismo, in quanto settore operativo dell’attività economica e sociale, ha l’occasione di riacquistare un atteggiamento più riflessivo, più in linea con il rispetto della natura, degli esseri umani che al turismo partecipano, della finalità etica dello svago. Vi è l’opportunità di un ritorno ai contenuti originari di un’attività, non casualmente identificata per millenni come ri-creazione 9, ridotta, negli ultimi decenni dal consumismo imperante, a semplice merce, per giunta troppo spesso dozzinale e di scadente qualità.

Rispetto al distretto del riminese, la nuova atmosfera sollecita almeno un paio di proposte:

·         pur non mortificando l’assetto di grande ludoteca europea che l’area ha assunto nell’immaginario collettivo, potrebbero essere meglio valorizzati i contenuti storici, artistici e culturali che Rimini e hinterland presentano;

·         la fascia adriatica coinvolta dal fenomeno turistico, potrebbe ritoccare l’immagine di grande “vacanzificio” europeo, arrestando lo snaturamento delle proprie tradizioni, così da recuperare la propria identità, salvaguardandola dalle più animali 10 esigenze di mercato.

Gli aiuti e i mezzi finanziari che Unione europea e stato mettono a disposizione della zona, potrebbero mostrarsi utili per il raggiungimento di questi fini. Si tenga presente che, nel fondo di cofinanziamento dell’offerta turistica previsto dalla legge n. 135/01, la regione Emilia Romagna riceve la quota regionale più alta, ben 21,7 milioni di euro, raddoppiati dall’intervento dell’ente Regione. Si tratta di quasi il 10% dello stanziamento totale statale, segno, tra l’altro, del riconoscimento che alla rilevante struttura turistica emiliana e romagnola arriva dalla comunità nazionale.

Si noti, in quest’ambito, che l’attuale trend dei consumi turistici, potrebbe favorire la ristrutturazione, con le caratteristiche qui suggerite, dell’offerta del distretto. La tendenza che si sta verificando, dopo l’11 settembre, è il minore utilizzo degli alberghi a 4 e 5 stelle, preferiti dal turismo di matrice intercontinentale, rispetto a quelli di 3 e 2 stelle che, come gli istituti religiosi e i bed and breakfast, rispondono meglio alla presente situazione. E’ questo il segmento d’offerta in cui il riminese è più specializzato. Gli esercizi dell’accoglienza, per i quali non è prevista crisi di domanda, dovrebbero volentieri partecipare ad una revisione dell’offerta distrettuale capace di tenere conto dei mutamenti in corso nel clima che accompagna le vacanze e i vacanzieri.

 

 

NOTE

1 Provincia di Rimini, Assessorato al turismo, Progetto Carrying Capacity”, Dati servizio Turismo, Conferenza internazionale sul turismo sostenibile, 10 ottobre 2000, pag. 35.

2 Definizione da: Provincia di Rimini, Assessorato al turismo, Forum Turismo 2000, sintesi, 21 marzo 2000. Il concetto di integrazione guarda in particolare al bisogno di infrastrutture, alle scelte urbanistiche, di viabilità, comunicazione e servizio, etc.

3 Fonte, Istituto Guglielmo Tagliacarne, 1998

4 Fonte ed elaborazione: Uff. studi & ricerche Cgil Rimini, Dati Inps Rimini

5 Cerato M., Cattolica vuole la qualità e punta sui circuiti di golf, Il Sole 24 Ore, 6 maggio 2001.

6 E’ il rapporto tra le presenze effettive e l’offerta di letti alberghieri indicati in giornate-letto. L’indice di utilizzazione lorda, considera i letti al lordo delle chiusure stagionali.

7 Secondo la nota metodologica Uic, Ufficio italiano cambi, è la spesa totale in beni e servizi sostenuta da un viaggiatore, o per conto di un viaggiatore, per il soggiorno all’estero. Comprende la spesa prepagata e la spesa a destinazione. Secondo il Fmi, sono incluse le spese dei lavoratori stagionali e frontaliero e, anche nel caso di soggiorni della durata di un anno o più, quelle di coloro che si recano all’estero per studiare o per ricevere cure mediche. Sono escluse le spese per il trasporto internazionale.

8 La dizione utilizzata dall’Uic per questa rilevazione è “viaggiatori a destinazione”.

9 Il termine ben descrive la funzione di ristrutturazione fisica e spirituale che un’attività di riposo e “gioco” può comportare. Il risultato di un turismo così inteso, non è la dissipazione di ulteriori risorse psichiche e fisiche, quanto il recupero e il potenziamento (ricreazione, ovvero “nuova creazione”) che il “buon” riposo conferisfce all’essere umano.

10 Qui, come nel testo di Adam Smith, padre dell’economia capitalistica, che mette in guardia dagli “animal spirits of capitalism”.

 

Nota metodololgica

I dati sono ricavati dalla "Indagine campionaria sul turismo internazionale dell’Italia" e sono rilevati da gennaio 1996.
I dati relativi al 2000 e al 2001 sono provvisori.
Il numero totale di viaggiatori riportato nelle tavole è in generale relativo ai passaggi alle frontiere italiane, tuttavia nelle tavole relative agli stranieri/italiani per regione/stato di destinazione, tale valore risulta più elevato in quanto tiene conto di tutti i luoghi visitati da ciascun viaggiatore.

Nelle tavole relative agli stranieri per regione di destinazione, il numero totale di viaggiatori può differire dalla somma dei valori per le singole aree visitate (nord, centro, sud e isole) per la presenza di flussi non allocabili territorialmente.

Bilancia dei pagamenti turistica - Parte della bilancia dei pagamenti che registra le transazioni in beni e servizi costituenti spese turistiche. Nello schema del FMI (Fondo Monetario Internazionale), è costituita dai crediti e dai debiti della voce "Travel"; nella bilancia dei pagamenti italiana è rappresentata dalla voce "Viaggi all’estero".

Spesa turistica - Spesa totale in beni e servizi sostenuta da un viaggiatore, o per conto di un viaggiatore, per il soggiorno all’estero. Comprende la spesa pre-pagata e la spesa a destinazione. Secondo il FMI, sono incluse le spese dei lavoratori stagionali e frontalieri e, anche nel caso di soggiorni della durata di un anno o più, quelle di coloro che si recano all’estero per studiare o per ricevere cure mediche. Sono escluse le spese per il trasporto internazionale.

Spesa a destinazione - Parte della spesa turistica sostenuta durante il soggiorno all’estero.

Spesa prepagata - Parte della spesa turistica sostenuta prima dell’effettuazione del soggiorno all’estero.

Spesa per il trasporto internazionale - Spese che il viaggiatore sostiene per recarsi nel paese estero e/o per tornare al paese di origine. Secondo il FMI non sono da ricomprendere nella bilancia dei pagamenti turistica in quanto, allorchè implicano una transazione tra residenti e non residenti, esse confluiscono nella bilancia dei trasporti.

Viaggiatori – Secondo il FMI, soggetti che si spostano all’estero, per un periodo inferiore ad un anno, per qualsiasi motivo diverso dai seguenti:

a) effettuare servizio in una base militare o in un ufficio (ad esempio un’ambasciata) facente capo al governo del proprio paese;

b) accompagnare (ad esempio in quanto componente lo stesso nucleo familiare) i soggetti indicati sotto a);

c) intraprendere un’attività lavorativa alle dipendenze di una entità residente nel paese visitato. Nel presente lavoro l’esclusione dei soggetti di cui al punto c) non viene operata, in quanto le spese effettuate all’estero da questi, seguendo le indicazioni dello stesso FMI, vengono comunque ricomprese nella spesa turistica.

Turisti - Viaggiatori (compresi i soggetti che viaggiano per affari) che trascorrono almeno una notte nel luogo visitato.

Escursionisti - Viaggiatori che non trascorrono la notte nel luogo visitato.

Lavoratori frontalieri - Soggetti che attraversano le frontiere, con una certa regolarità (ad esempio ogni giorno, ogni settimana, ecc.) per recarsi al lavoro in paesi vicini.pdf

Viaggi per affari - Viaggi effettuati a) da soggetti che si recano in un paese diverso da quello in cui svolgono normalmente la propria attività lavorativa per intraprendere una qualsiasi attività professionale: vendite, trattative commerciali, missioni, riunioni di lavoro, convegni, corsi di formazione, installazioni di impianti, ecc.; b) dai lavoratori stagionali e frontalieri. Le spese ricomprese sono tutte quelle sostenute dal viaggiatore, rimborsate o meno dal datore di lavoro.

Viaggi personali - Viaggi effettuati da soggetti che si recano all’estero per motivi diversi dagli affari: vacanze ed altre attività culturali e ricreative, visite a parenti ed amici, acquisti, pellegrinaggio ed altri motivi religiosi, studio, cure mediche, ecc. 

 

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