Rivista di etica e scienze sociali / Journal of Ethics & Social Sciences

pdfIl terzo volume della collana Persona, Imprese e Società è il naturale completamento del precedente, anche esso recensito in questo numero di Oikonomia. Se infatti in Teoria generale del bilancio sociale e applicazioni pratiche l’obiettivo era di preparare manager ed imprenditori all’idea di fare un bilancio sociale, con l’intento di convincerli che questo strumento è utile in un processo più ampio di strategia responsabile e sostenibile, qui si da per scontato che il lettore abbia deciso di intraprendere questo percorso e voglia però orientarsi sulle modalità. Non a caso il testo rientra nel Progetto “La Responsabilità sociale d’impresa: percorsi informativi/formativi per la piccola e media impresa” realizzato dalla Camera di Commercio di Milano, con Apimilano e le Acli Provinciali di Milano.

La pubblicazione, ancora una volta curata dal professor Rusconi e da Michele Dorigatti, è la raccolta di 13 contributi di autori diversi strutturati in tre parti. La prima, più corposa e tecnica, descrive i vari modelli di rendicontazione etico-sociale. La seconda è quella più teorica e, a mio giudizio, con i contributi più interessanti. La terza analizza tre casi applicativi. Il volume si chiude con 3 interviste a tre big (stranieri) della responsabilità sociale d’impresa ed in particolare della rendicontazione sociale d’impresa.

La prima parte, strutturata in 6 capitoli, raccoglie come detto contributi molto tecnici sui principali standard di rendicontazione socio-ambientale. Il contributo di Valeria Fazio (di Sodalitas), che apre il volume introduce brevemente i tre modelli principali: l’AccountAbility 1000 (AA 1000), il Global Reporting Initiative (GRI) e il Gruppo Bilancio Sociale (GBS). Si sofferma e “tifa” in particolare per l’AA1000 descrivendone evoluzione e principi. In appendice un utile tabella schematizza analogie e differenze tra i tre modelli riguardo i principi generali, la portata dell’area di rendicontazione e natura del processo, la qualità dell’informazione e la gestione di processo.

Matteo Bartolomeo (di Avanzi, agenzia specializzata nel settore degli investimenti socialmente responsabili) tratta, piuttosto brevemente, il modello Global Reporting Iniziative - origini, struttura, destinatari-, concludendo con le sfide e un quadro dei modelli affini. Fin dal nome si capisce che il modello è adatto alle multinazionali e forse per questo si è dato poco spazio in questo testo dedicato alle piccole e medie imprese.

Il Prof. Vermiglio, docente di Economia Aziendale a Messina e alla Luiss, ha presieduto il gruppo di lavoro che ha curato la stesura del documento sui principi di redazione del bilancio sociale (GBS). A lui dunque il compito di presentare questo modello nostrano di rendicontazione, che ha tra le caratteristiche peculiari, quello di essere fortemente agganciato al bilancio civilistico (d’altronde anche la contabilità ha un padre italiano). Il professore descrive in maniera sintetica le tre parti in cui si articola un tale documento.

Un contributo molto articolato e tecnico è quello di Roberto Marziantonio con il supporto di Lorenzo Solimene. Entrambi in KPMG, lavorano nell’area Global Sustainability Services. Si parte da una disquisizione piuttosto teorica su etica e valori d’impresa, per poi tracciare un quadro dei vari modelli di riferimento per il bilancio sociale. Solo a questo punto viene presentato il “loro” modello che è un superamento del semplice bilancio sociale ed è piuttosto “Un Processo di Gestione Responsabile per lo Sviluppo Sostenibile” che hanno entusiasticamente chiamato PROGRESS® con tanto di marchio registrato. Il resto del capitolo è un breve manuale per l’uso, con tanto di schemi, figure e quesiti. Molto dettagliato.

Sulla stessa falsariga, il Prof. Antonio Tencati della Bocconi ci presenta il modello di valutazione e rendicontazione della sostenibilità d’impresa della SPACE, Centro Europeo per gli Studi sulla Protezione Ambientale della stessa Bocconi. Il sistema, denominato SERS-SPACE, ha, rispetto agli altri modelli, un maggior rilievo riguardo la componente ambientale. Anche qui schemi, figure e tabelle rendono agevole e proficua la lettura.

L’ultimo statement presentato è quello del Ministero del Welfare, il CSR-SC. L’autrice del sesto capitolo, Elena Biglietti, è una dei componenti del gruppo ministeriale. Il testo non è molto elaborato ma descrive con semplicità uno strumento che il ministero ha creato proprio per una facile utilizzazione. Tra l’altro si cita il Forum degli Stakeholder che dovrebbe permettere tutti gli sviluppi e i miglioramenti possibili.

I contributi teorici che occupano la parte centrale del libro sono aperti da una riflessione di Heidi von Weltzien Hoivik, decano della Norwegian School of Management, che si chiede se la proliferazione di bilanci sociali da parte delle imprese sia realmente un segnale di un processo virtuoso dell’economia e se sia necessario uno standard unico (dopo i tanti presentati anche in questo volume). Anche il secondo contributo è di un accademico, questa volta lo scozzese Robert H. Gray, che ripercorre le tappe storiche della rendicontazione sociale nei paesi anglosassoni.

Molto interessante è il terzo contributo di Crawford Spencer, dottorando del Prof. Robert Gray di cui sopra. Il punto centrale riguarda la relazione tra il processo di rendicontazione socio ambientale ed il comportamento virtuoso dei dipendenti di un’impresa, in un ottica win-win, ovvero dove la responsabilità socio-ambientale venga messa in relazione al raggiungimento di ritorni in termini economico-finanziari. E’ questo uno degli interrogativi maggiori che si pongono imprenditori, manager ed azionisti: conviene fare responsabilità sociale d’impresa?

Il quarto contributo teorico è atipico ma di grande attualità riguardando i possibili scenari di rendicontazione per i partiti politici. L’autrice, Stefania Servalli, ricercatrice e docente universitaria, parte da un approccio puramente contabile e dalla nuova legge (del ‘97) di rendicontazione civilistica per i partiti, per poi ipotizzare percorsi strutturati di comunicazione sociale come parte integrante dell’accountability.

I tre casi studio del volume riguardano organizzazioni molto diverse tra loro: Coop Adriatica, Assolombarda e Solvay Benvic. La prima fa parte dell’universo Coop e dunque azienda della grande distribuzione sotto le vesti dipdf cooperativa di consumatori, la seconda è un’associazione imprenditoriale, la Solvay è impresa chimica-farmaceutica. Tutti e tre i casi sono presentati da personale delle società.

Il volume si chiude con le interviste a tre dei principali esperti di rendicontazione sociale a livello europeo: John Elkington (SustainAbility), Ernst Ligteringen (GRI) e Simon Zadek (AccountAbility).

 

 

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