Rivista di etica e scienze sociali / Journal of Ethics & Social Sciences

Un caso di economia dei servizi: il distretto turistico di Rimini

Luigi Troiani

L’autore analizza la struttura dell’offerta turistica di Rimini soffermandosi in particolare sul turismo estero. Nell’ambito degli studi economici, il termine “distretto” è in genere utilizzato con riferimento alle filiere di produzione industriale. Guardando alla realtà socio-economica del riminese e alla sua ampia qualificazione turistica, appare legittimo trasferire il termine al comparto dei servizi, anche tenendo conto dell’innovazione in materia, operata dal legislatore con la legge 140/99. Nel 1999, ad un apposito convegno, il distretto turistico riminese è stato proposto dall’Italia all’Ocse come “modello” di studio, in parte perché in questa zona il turismo assume il ruolo di motore dello sviluppo locale. L’autore conclude con alcune riflessioni sul fenomeno turistico del riminese, anche alla luce degli eventi del 11 settembre 2001.

The author analyses the structure of the tourist industry in Rimini, giving special attention to the sector devoted to foreign tourists. In the economic literature, the term “district” is usually used to refer to networks for industrial production. Examining the socio-economic situation of the area around Rimini would seem to lend support to the extension of the term to the service sector, keeping in mind the relevant new developments in the field due to the introduction of the law 140/99. At a conference of the OECD in 1999, Italy proposed the Rimini tourist district as a “model” to be studied further, in part because in this region, tourism has become the engine of local development. The author concludes with some reflections on the tourist phenomenon in the Rimini area, including the possible impact on it of the events of 11th September 2001.

 

 

 

Globalising Human Development The Key Role of the Common Good

Helen Alford

Lo sviluppo umano è lo scopo principale di qualsiasi sistema sociopolitico e economico. Negli ultimi anni, questo è stato dimostrato in modo particolarmente chiaro per quanto riguarda i paesi in via di sviluppo, ma ciò non significa che sia meno importante per le economie avanzate, anche se normalmente non ragioniamo in questi termini quando pensiamo a questi paesi. In questo studio, cerchiamo di rispondere a due domande: da che cosa è costituito lo sviluppo umano, sia nei paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo, cioè, globalmente? Come può essere favorito lo sviluppo umano autentico nel nostro mondo, che si sta globalizzando velocemente, in modo da rispettare i diversi sistemi culturali e sociali che esistono attualmente? Nella tradizione sociale cristiana (indicata con l’acronimo “Cst”), lo sviluppo umano è visto intrecciato indissolubilmente con il bene comune. Secondo questa tradizione quindi, la globalizzazione dello sviluppo umano coinvolge la globalizzazione del bene comune. Nello studio, sono paragonati il concetto di sviluppo umano nella Cst con quello del Rapporto sullo sviluppo umano del PNUD/UNDP. I risultati che emergono da questo confronto possono essere utilizzati per rispondere alla prima domanda. Per rispondere alla seconda domanda, viene fatto riferimento al modello del bene comune proposto nel libro Managing As If Faith Mattered (South Bend, Univ, of Notre Dame Press, 2001).


Human development is the central aim of all social, political and economic systems. This has recently been made particularly clear with regard to developing economies, but it is no less true of advanced economies, even if we do not often think about them in these terms. In this paper we want to ask two main questions: What does human development consist of on a global level, in both developing and advanced economies? How can genuine human development be fostered in our rapidly globalising world in a way that respects the different social and cultural systems that are to be found within it? In the Christian social tradition (referred to as «Cst»), human development is regarded as integrally connected to the common good. In this tradition, therefore, globalising human development is inextricably linked to understanding and promoting the global common good. In this paper, we will compare the answers to our two basic questions from the Cst with those that come out of the Human Development Reports. These two analyses largely deal with the first question. To address the second question, the paper draws on the model of the common good proposed in the book Managing As If Faith Mattered (South Bend, Univ, of Notre Dame Press, 2001).

 

 

 

Analisi comparativa degli elementi che esprimono il concetto di sostenibilità

Stefano Gomes

Il vertice di Rio de Janeiro del 1992, è senza alcun dubbio, tra gli (eventi) avvenimenti maggiormente significativi che hanno caratterizzato il volgere del millennio trascorso, durante il quale è stato proposto il principio dello sviluppo sostenibile. Due sono gli elementi di base che caratterizzano tale principio: la consapevolezza del diffuso livello di degrado ambientale raggiunto e per il quale molte specie sono estinte o rischiano di scomparire definitivamente e la necessità di proporre una strategia economica, innovativa, la quale sostiene che il livello di sviluppo raggiunto dalla presente generazione, mediante l'utilizzo dei beni naturali, venga garantito anche per le generazioni future. Su tali tematiche l'Autore, dopo aver individuato nel testo della Convenzione sulla Diversità Biologica e nei documenti del Magistero, tre ambiti comuni quali la cooperazione, la responsabilità e l'informazione, presenta un lavoro originale sviluppando una analisi comparativa. L'indagine, inoltre, pone in evidenza che anche in assenza di uno specifico documento elaborato dal Magistero, che indirizzi a definire il principio della responsabilità dell'uomo verso il creato, la Chiesa si è pronunciata già in passato offrendo importanti punti di riferimento e di riflessione. Dal lavoro si coglie il desiderio, da parte dell'Autore, che il dibattito avviato nell'ambito Ecclesiastico non si fermi esclusivamente sul concetto di sostenibilità, ma vada oltre per alimentare un filone di ricerca che definisca il ruolo e la funzione dei diversi elementi che costituiscono "l'edificio teorico" dello sviluppo sostenibile.

 

The 1992 Earth Summit held in Rio de Janeiro is without doubt one of the most important events concerning the life of the planet to have taken place at the turn of the last millenium. In particular it was at this meeting that the concept of “sustainable development” was seriously launched. Two elements of this idea are particularly important: an awareness of the already existing deterioration of the environment that has caused or can cause the extinction of species and the need to propose a new economic strategy that uses natural resources properly so as to guarantee the present level of economic development for future generations. The author identifies three points of common concern between the Convention on Biological Diversity and the documents of the Church’s magisterium - co-operation, responsibility and information and its use - and compares these points. The study shows that despite the absence of a specific document of the magisterium that addresses the principle of human responsibility for creation, the Church has nevertheless already offered important points of reflection for the debate on sustainable development. The author hopes that the debate in ecclesiastical circles will not stop with the idea of sustainability alone but will go further towards creating a proper theoretical scheme for this idea.

 

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