Rivista di etica e scienze sociali / Journal of Ethics & Social Sciences

Antonio Genovesi (Cattedratico all’Università di Napoli dal 1754),
Da Lezioni di commercio o sia d’economia civile, Bassano, MDCCLXXXVIII, [1ª ed. 1765]

 

pdfLXXX. Il Sig Mandeville si oppone a questa dottrina. La cupidigia delle ricchezze, dic’egli, è una forza, che solletica e spinge alla fatica, e alla ricerca di quei comodi, de’ quali tutti abbisogniamo, e tanto più, quanto noi ci troviamo in una più polita società. Di qui seguita, che se tu ti sforzerai de svellerla, o di comprimerla soverchiamente, rendersi gli uomini immobili, ed estinguerai in essi ogni spirito d’industria. E nel vero, dic’egli, per la cupidigia avviene, che desiderando ciascuno di aver sempre il più che può de’ beni della fortuna, nascano nelle famiglie, e con ciò in tutto lo Stato, delle grandi ricchezze. La qual cupidità non così tosto sarà ripressa, e disprezzato e fuggito il soverchio, siccome gravissimo scomodo, e anche male, gli uomini abbandoneranno ogni cultura, e perciò ogn’industria, e diligenza, e diverranno a poco a poco barbari e selvaggi. E’ un paradosso, soggiunge egli, ma però vero: il nemico mortale della fatica non è già l’infingardaggine, ma bensì il dispregio d’ogni comodo, e pulitezza. E’ provato per la storia de’ popoli selvaggi di tutti i climi. I Carabi delle Antille hanno del vigore di corpo, e di spirito, essi intanto odiano ogni arte e mestiero, perché disprezzano ogni comodo. E’ il medesimo de’ Siberi.

LXXXI. Or che diremo qui, che l’Economia e la Politica sieno contrarie all’Etica, e alle regole del buon costume? Rispondo adunque,

che la cupidità non è da sterpare dell’intutto, siccome niun’altra passione primitiva; perché oltrechè è tentarlo in vano, pure se vi si potesse arrivare, si spoglierebbe l’uomo di tutte le molle sollecitatrici, ond’è mosso. I Savi dicono, che la cupidità è nell’uomo, come il vento in mare, le passioni come le vele, la ragione come il nocchiero, e il timoniere. Togliete ad una nave quelle vele: abbattete il vento: voi l’avrete tolto ogni moto. Ma nondimeno quelle vele sono da essere regolate dalla ragione. Delle volte si richiede averne molte: altre volte poche, o nulla: abbandonarsi al caso, aprir tutte le vele al vento, è volere scuotere il governo della ragione. Se voi esaminate l’immensa copia de’ mali, che fa l’uomo all’uomo, ne troverete la minor parte nascere dal bisogno e la massima dalla cupidigia. Come si potrebbe dunque lasciar tutta la briglia ad una sì sterminatrice passione, e chiamarla poi il cornucopia?

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