Rivista di etica e scienze sociali / Journal of Ethics & Social Sciences


pdfLa fiducia come fondamento del mercato: il caso dei paesi di transizione

Luigi Troiani

La transizione è un percorso storico, di cui si conosce il punto di partenza, non il punto d’arrivo. Il punto d’arrivo viene in genere raggiunto con la costruzione di istituzioni economiche che garantiscano l’economia di mercato e di istituzioni politiche che garantiscano la democrazia pluralista. I due gruppi di istituzioni possono funzionare correttamente solo se si realizzano una serie di condizioni, ad esempio, se esiste un sufficiente livello di trust. Se le regole politiche ed economiche sono condivise, un primo, soddisfacente livello di trust è raggiunto. In quest’ambito è molto significativo il ruolo che le imprese vengono ad esercitare. La ricerca del profitto può essere collegata alle esigenze del bene comune. A questo proposito, sono illustrati due case study per i quali si analizzano come funzionano le regole basate sul trust. Imprese e meccanismo del trust sono esaminate nello scenario dell’adesione all’Ue e delle regole del mercato interno europeo, e inoltre nello scenario del rapporto con i paesi extraeuropei, in particolare i paesi in via di sviluppo.

Transitions are particular historical processes where one knows the point of departure but not the point of arrival. In general, the point of arrival would be indicated by the construction of economic institutions that guarantee a market economy and of political institutions that guarantee pluralistic democracy. The two groups of institutions can only function properly if a series of prerequisites are in place, such as a sufficient level of trust. If the rules governing political and economic interaction are agreed, then a first level of trust is satisfied. In this area, the role that businesses can play is highly significant. Efforts towards making a profit can be linked to the needs of the common good. To illustrate this, two case studies are presented and how the rules based on trust work in each of the two typologies presented. Businesses and the workings of trust are examined in the context of joining the EU and of the rules of the internal European market, and also in the context of countries outside Europe, especially that of developing countries.

 

 

Globalisation Inscribed in Their Lives: the Case of Overseas Female Filipino Workers

Ling Ping Chen


In questo studio, le lavoratrici oltremare filippine sono presentate come punto d’intersezione fra differenti forze sotto la pressione della globalizzazione. La questione sollevata è perché queste donne cercano un impiego oltremare e spesso ritornano a questo lavoro, dato che molto spesso devono subire lo sfruttamento e alle fine, il profitto per loro è quasi inesistente. Utilizzando il concetto di “capabilities” come definito da Martha Nussbaum e Amartya Sen, tali progetti di migrazione sono concettualizzati come tentativi a rinforzare le “capabilities” di queste donne. Quando chiediamo qual è la funzione del lavoro oltremare, ci confrontiamo con la realtà dei progetti familiari. Queste donne non sono normalmente individui che perseguono scopi propri; sono piuttosto agenti delle loro famiglie che perseguono gli scopi delle famiglia. Quest’affermazione ci conduce ad esaminare fino a che punto queste donne agiscono come agenti liberi e quali sarebbero i fattori che potrebbero contribuire ad una forma di coercizione a lavorare oltremare. Se accettassimo che una famiglia è un’entità umana con un progetto, dovremmo andare oltre l’analisi di tali fenomeni basata sul concetto della “capability”.

Overseas Female Filipino Workers are here presented as the site of intersection of different forces under the pressure of globalization. The question as to why these women enter into overseas employment, and why they often return to it given that pdfthe endeavour is so often exploitative and unprofitable, is addressed. Using the construct of ‘capabilities’ as articulated by Martha Nussbaum and Amartya Sen, such migration projects are conceptualised as attempts to enhance the capabilities of these women. In asking what function the overseas work is intended to serve, we are confronted with the reality of family projects. These women are often not individuals pursuing personal goals; they are rather agents of families pursuing the goals of the family. This leads us to examine the extent to which these women act as free agents and what factors might contribute to coercion into overseas work. If we accept that a family is a kind of human entity with a project, we must move beyond a capability-based analysis of such phenomena.  

 

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