Rivista di etica e scienze sociali / Journal of Ethics & Social Sciences

pdfCon Motu Proprio del 30 dicembre scorso, il Papa Benedetto XVI ha promulgato un fondamentale documento in tema di trasparenza finanziaria, antiriciclaggio di denaro, lotta alla manipolazione dei mercati, nonché - ed è la prima volta che accade nella legislazione della Santa Sede - quanto alla istituzione della Autorità d'Informazione Finanziaria, che avrà i compiti di una vera e propria Banca Centrale del Vaticano
In proposito, da un lato, ritengo di poter esprimere vivo compiacimento per il fatto che, anche in questo campo, come in generale aveva fatto con l'Enciclica Caritas in veritate, il papa ha dimostrato polso fermo e notevole capacità di "prendere posizione" e d'innovare su temi di economia. Dall'altro lato, nel merito, va considerato che, con tale provvedimento, la legislazione vaticana, cui seguirà la prassi concreta, ha compiuto passi avanti particolarmente significativi, anche in tema di lotta al terrorismo.
In effetti, con tale provvedimento, la Santa Sede ha fatto proprie le più avanzate norme e regole della comunità internazionale e dell'Unione Europea per prevenire e contrastare non solo il riciclaggio monetario e finanziario, ma anche il finanziamento del terrorismo. Inoltre, si viene così a superare, direi definitivamente, tutte le incertezze, le indecisioni, gli errori, perfino gli abusi che, per vari anni, hanno contrassegnato la gestione della moneta e del credito nelle finanze vaticane, dai tempi di mons. Marcinkus in poi. Certo, molto si era già fatto con la riforma dello Ior, ma mancava una visione ed un'impostazione globali ed incisive, il che è proprio quanto si è perseguito con il provvedimento ora emanato. Ed è perciò che praticamente tutti i commentatori, in Italia e all'estero, hanno espresso su di esso opinioni del tutto positive.
Personalmente, ritengo si debba plaudire anche alla decisione del Pontefice in base alla quale tutti gli Organismi ed Enti, esistenti così come di nuova istituzione, che in proposito avranno responsabilità, dirette o indirette, risponderanno unicamente alla Sua suprema autorità, oltre che - s'intende - alle norme, regole e (pesanti) sanzioni emanate con il Motu Proprio.

 

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