Rivista di etica e scienze sociali / Journal of Ethics & Social Sciences

pdfLavoro, educazione e società civile: costruire una società migliore per mezzo di una prima comprensione del lavoro

Joan Fontrodona
Manuel Guillén
Alfredo Rodríguez Sedano

Italiano

Lo studio inizia con la caratterizzazione del lavoro dal punto di vista antropologico. In seguito viene presentata una classificazione aristotelica dei tipi di azione. Viene sottolineato che ogni azione umana ha sempre una referenza etica e che il lavoro può essere descritto non solo nei termini dei risultati esterni ma anche nei termini delle conseguenze educative per i soggetti. Successivamente viene discussa la proposta dell’Unione Europea di un modello educativo per l’apprendimento durante tutta la vita (European Qualifications Framework). Viene messo in risalto la rilevanza dell’etica dal momento che la proposta dell’Unione Europea fa riferimenti molto limitati alla dimensione etica della qualificazione professionale. L’ultima parte dello studio esamina le differenti logiche che sono alla base del comportamento umano e sociale della nostra epoca. La necessità di riscoprire la fiducia nella ragione umana per conoscere la verità, in contrapposizione al moderno scetticismo che riduce ogni cosa a materia di opinione, è stabilita chiaramente come la via per capire l’importanza dell’etica nella comprensione del lavoro e nella dinamica della società civile.

English

The paper starts with a characterization of work from an anthropological perspective. Afterwards, an Aristotelian classification of types of action is presented. It is highlighted that any human action has always an ethical reference, and that work cannot be described only in terms of external results but also in terms of the learning outcomes of the subjects. Thirdly, the European Union’s proposal on an education model for lifelong learning (European Qualifications Framework) is discussed. The presence of ethics is vindicated since the EU’s proposal makes a very limited reference to the ethical dimension of a professional qualification. The last part of the paper examines different logics that are at the basis of the human and social behaviour in our current times. The need to recover the confidence on human reason to know the truth instead of the modern scepticism that reduces everything to a matter of opinion is clearly stated as a way of understanding the importance of
ethics in the meaning of work and the dynamics of civil society.

 

 

Lo svipuppo rurale nell’economia globale: un ruolo per i partner sociali e le Ngo

Luigi Troiani

Italiano
La connessione di sviluppo globale e sviluppo rurale presenta agli operatori dell’agricoltura sfide complesse, ma anche opportunità da cogliere. Lo sviluppo rurale può realizzarsi a tre livelli principali: produzione, ambiente, popolazione. L’articolo guarda in particolare alle risorse umane, chiedendosi se stia migliorando o peggiorando il livello di sviluppo umano del mondo rurale. Muove da una considerazione: che il 50% delle persone che soffrono di malnutrizione cronica sono contadini. E si chiede quale priorità l’agricoltura rivesta nelle politiche economiche e sociali dei governi, pur nella consapevolezza della rilevanza che il primario ha nel mondo e nell’economia contemporanei. L’autore rifiuta la tesi del villaggio globale unico e necessario, chiedendo alle risorse umane rurali di edificare l’insieme armonico dei villaggi diversi, ciascuno con proprie dinamiche e culture, affermando la capacità degli operatori rurali, di operare e dialogare all’interno dei singoli fenomeni globali.

English

Rural Development in the Global Economy: the role of social partners and NGOs
The connection between global development and rural development presents complex challenges, as well as opportunities to be grasped, to those in agriculture. Rural development can take place on threepdf main levels: productive, environmental, human. This article focuses on human resources, asking whether we are seeing improvements or the opposite with regard to human development in rural areas. The argument begins with the knowledge that 50% of people who suffer chronic malnutrition are working on the land. It continues by asking what kind of priority is given to agriculture in the economic and social policies pursued by governments, even though they understand the importance of the primary sector in today's economies. The author does not accept the necessity of a unified global village, calling on those in the rural areas to work towards the peaceful co-existence of diverse "villages", each with their own dynamic and culture, and recognising the possibility for rural dwellers to dialogue with wider global phenomena.

 

 

 

 

 

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