Rivista di etica e scienze sociali / Journal of Ethics & Social Sciences

 

 

Il mondo che si afferma attualmente, è quello globale, e cioè, caratterizzato da un forte movimento di scambipdf e intercambi di persone, culture, usi e costumi. Oggi come oggi nessuno si può più tirare indietro, negare questa realtà cosi evidente. Talmente evidente che negarla, minimizzarla o nasconderla, relegherebbe colui che lo fà all’irrealismo, al negazionismo dell’evidente storicità del movimento migratorio.

Il fenomeno delle migrazioni dunque si riveste di una certa complessità. Si tratta di un movimento complesso perchè racchiude in sè una molteplicità di condizionalismi, dettata dalla varietà della sua essenza. Per questo numero di Ottobre 2012 di OIKONOMIA, ho l’onore di proporre una riflezione su un tema molto importante, che non salta subito alla vista, ma che è presente e si stà sviluppando grandemente, direi proprio ogni giorno di più, come a dire, a macchia d’olio. Mi riferisco alla letteratura nell’universo migratorio italiano. Questo è un modo diverso di affrontare questa realtà sotto un punto di vista, direi, positivo. E cioè, ciò che di positivo questo fenomeno porta a questo mondo ormai globalizzato.

La produzione letteraria dell’universo migratorio in generale, si è fortemente sviluppata negli ultimi anni e ha raggiunto enormi risultati, che può già essere considerata di una certa qualità. Si tratta di un genere che si stà affermando ogni giorno che passa. E in futuro sicuramente avrà un ruolo molto più importante nella cultura e nella società italiana. Questa costituisce una bella novità, guardando al fatto che l’Italia è di quei Paesi dove questo tipo di letteratura non ha profonde radici storiche. In effetti, basta svolgere lo sguardo alla storia e vedremo che l’Italia non ha avuto un passato coloniale di rilievo e l’arrivo degli stranieri avviene solamente a partire dalla fine degli anni Ottanta del secolo scorso.

La letteratura dell’universo migratorio in Italia può essere considerata emergente e solo recentemente comincia a dare i suoi frutti concreti. È un tipo di letteratura che richiama usi e costumi di altri popoli, che però possono essere considerate delle vere e proprie opere letterarie. La scrittura, dunque, diventa il mezzo con il quale l’immigrato parla di sè, della sua cultura, dei suoi usi e costumi. E lo fà a modo suo, secondo i suoi schemi mentali. Parla di sè e si offre come altro, in una simbiosi che arricchisce la società stessa. Dal momento che lo scrittore immigrato scrive raccontando di sè, la società e cultura italiana viene in qualchè modo stuzzicata dall’avvento del diverso che si propone come positività. Il risultato? il contatto con la realtà non ti lascia mai indifferente. Influisce su di te e ti rende diverso, migliore, perchè qualcosa diversa da te viene a fare parte di te, della tua personalità, del tuo vissuto. E allora, lo scrittore migrante non parla più soltanto della sua esperienza nella sua terra d’origine. Parla anche dei risultati dell’esperienza nuova che stà facendo. E nel farlo, subisce in qualchè modo l’influenza della realtà che lo accoglie. Non subisce un’imposizione. Subisce l’influenza naturale degli eventi in cui lui si sente in qualchè modo coinvolto.

Questo tipo di letteratura dell’immigrazione ha una caratteristica fondamentale: l’interculturalità, che trascritta nella lingua del Paese ospitante, nel nostro caso particulare l’italiano, rende il discorso molto più ricco ancora.

Gli scrittori dell’universo migratorio in Italia, utilizzano in genere la lingua italiana per poter affermarsi in Italia. Chi si propone di scrivere in Italia lo deve fare in italiano. Giusto perchè questo rende possibile essere letto e conosciuto. Scrivendo nella lingua italiana, lo scrittore migrante acquisce il diritto di esistere come scrittore, in questa realtà. Ecco qua la forza ed il potere della lingua. La lingua che diventa il veicolo, il mezzo, la porta verso l’affermazione di sè stesso. Una lingua che non è più estranea, ma che passa a far parte del proprio vissuto. E allora, lo scrittore immigrato coglie l’occasione per farsi una strada, cavalcando sulla positività dell’offerta che la lingua stessa offre.

Considerando tutto ciò, viene spontaneo chiedersi: essendo già evidente l’affermarsi di una certa letteratura migrante, che posto essa stessa occupa nel mercato letterario italiano? Che impatto ha questo nuovo modo di esprimersi della letteratura dell’universo migratorio nella realtà italiana? Come rispondono le case editrici italiane a questo nuovo movimento letterario? Viene subito da dire che esiste un ritardo visibile in questo senso. Solo in tempi recenti il mercato editoriale italiano si stà interessando a questa tematica. E una delle cause può tranquillamente essere debitata alla quasi non esistenza di un passato coloniale italiano. Si tratta di un ritardo non indifferente, ma al quale il mercato editoriale italiano non può ormai chiudere gli occhi. Certa piccola editoria stà già da qualchè anno cercando di fare qualcosa sul fronte promozionale della letteratura migrante. A questo proposito mi viene da citare due delle tante piccole case editrici che si interessano di queste tematiche: La Casa editrice Marna e Le Edizioni dell’Arco, a me modestamente più note. Ma tutto finisce lì. La grande editoria guarda ancora questa realtà in un modo molto marginale, cioè, qualcosa che non costituisce ancora oggetto del desiderio, sotto il punto di vista commerciale.

Ci viene da chiedere: ma in Italia, quando inizia questo movimento letterario da altri popoli? Ebbene, la risposta la troviamo in quei stessi primi flussi migratori degli anni novanta. Con l’arrivo dei primi stranieri (le cause sono sufficientemente ovvie e note a tutti) si iniziano già a vedere dei segnali di scrittura straniera italiana. Riguardo a questo non si possono non citare scrittori come Pap Khouma, Mohamed Bouchane, Salah Methnani. Questi autori, che possiamo considerare pionieri della letteratura straniera italiana, nel concepire le proprie opere e nel trasmetterle in italiano, hanno dovuto contare, “come conditio sine qua non”, sull’appoggio di un’autore italiano che ne corregeva il contenuto in italiano. Non è difficile immaginare le conseguenze sui contenuti originali dei testi, ma non bisogna trascurare l’importanza di questo passaggio, che tende presentabile al mercato italiano questi testi. In parole più semplici, l’autore concepisce l’opera secondo i propri schemi mentali, la trascrive in un italiano grezzo. Viene sottoposta all’analise di un’autore italiano che con la sua critica, correzione e perfezionamento, la rende finalmente presentabile al mercato.

Recentemente hanno cominciato a emergere figure italiane che iniziato a dimostrare un forte interesse verso questo fenomeno letterario, come per esempio Armando Gnisci, che difende la sua tesi secondo la quale oggi la narrativa dell’emigrazione si pone all’avanguardia nell’ambito della letteratura italiana, come era stato il Futurismo nei primi decenni del Novecento. Degni di nota sono anche altri studiosi come Franca Sinopoli, Adone Brandalise, Laura Balbo, Alessandro Portelli.

Si distinguono anche gli scrittori e critici come a esempio Davide Bregola, Piersandro Pallavicini, Mia Lecomte. Nel giornalismo, meritorio il contributo di Cecilia Rinaldini, Stefano Galieni e Marco Galluzzo.

Ci viene ancora da chiederci: quali sono le principali difficoltà che gli autori stranieri affrontano nella propria carriera letteraria? La prima difficoltà è quella legata alle case editrici. Le grandi case editrici (come abbiamo riferito sopra) sottovalutano questo fenomeno, quasi ignorano il fatto che esistono scrittori stranieri che scrivono in italiano. Cioè, non rendono importanza a questo fatto, se non sporadicamente con qualchè articoletto o qualchè accenno. Invece le case editrici piccole, cercano di fare qualcosa, ma sono piccole e non hanno la potenza di influenzare il mercato. C’è anche un altro aspetto che condiziona lo sviluppo di questo fenomeno. Si tratta della mancanza di continuità e il tipo di pubblicazione narrativa degli scrittori stranieri. Pochi sono quelli che riescono a mantenere viva la fiamma della creatività. La stragrande maggioranza si ferma alla prima opera e poi spariscono nel nulla.

Ma che tipo di letteratura fanno gli stranieri in Italia? Ebbene, per tanti anni il genere letterario più praticatopdf era il racconto. Dopodichè sono apparsi anche molti romanzi. Ma su questo esiste ancora un deficit, anche se bisogna riconoscere che stà aumentando il numero degli stranieri che scrivono in italiano, che seguendo le orme di autori come Pap Khouma, senegalese, Mohamed Bouchane, Marocchino, Salah Methnani, Tunisino, Saidou Moussa Ba, Senegalese ecc, stanno cercando di affermarsi nell’universo letterario dell’immigrazione italiana.

 

NOTE:

1 For a discussion of political mobilization of a titular group and ethnic minorities during transition years see, among others, William Crowther, “Ethnic Politics and the Post-Communist Transition in Moldova”, Nationalities Papers 26 (1): 147, 1998; and Charles King, “The Moldovans: Romania, Russia and the Politics of Culture”, Hoover Institution Press, 2000.

2 On conflicts in Transnistria and Gagauzia see, for example, Chinn J. and Steven Roper D., “Territorial Autonomy in Gagauzia”, Nationality Papers, Vol. 26, No. 1, 1998, pp. 87 – 101; and Neukirch, Claus, “Autonomy and Conflict-Transformation: The Gagauz Territorial Autonomy in the Republic of Moldova,” in Kinga Gal, ed., Minority Governance in Europe. Budapest: Open Society Institute, 2002.

3 Cf. Spanu V., “Why is Moldova Poor and Economically Volatile?”, in Ann Lewis, The EU & Moldova. On a Fault-line of Europe, Federal Trust for Education and Research, London, 2004, p. 104.

4 See Brubaker R., “The Manichean Myth: Rethinking the Distinction between ‘Civic’ and ‘Ethnic’ Nationalism”, in Hanspeter Kriesi et al. (eds.), Nation and National Identity: the European Experience in Perspective, Chur: Ruegger, 1999.

5 Stefan Ihrig, “Romanian vs. Moldovanism-National Identity Negotiated in History Teaching in Moldova”, paper delivered at the ASN-Convention, April 2005.

6 Ibidem.

7 Ibidem.

8 Ibidem.

9 “Conceptia Politicii Nationale a Republicii Moldova”, Monitorul Oficial al Republicii Moldova, N.1-5/24, 01.01.2004.

10 Cf. Grek, I. and A. Negutsa, “Kontseptsiya gosudarstvennoj national’noj politiki I ee protivniki,” Nezavisimaya Moldova, 7.10.03; Shornikov, P. “Kontseptsiya nadezhdy”, Nezavisimaya Moldova, 23.10.03. 

 

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